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Cinzia Ciacia

Lo Smart working non è semplicemente un lavoro da remoto o una flessibilità di luogo e orario: rappresenta il primo passo verso la trasformazione dell’organizzazione e della gestione del lavoro. Mentre il Telelavoro tradizionale mirava a consentire la produttività fuori dall’ufficio, spesso come deroga emergenziale, lo Smart working introduce una revisione più ampia dei processi, delle competenze e delle relazioni.
Gli studi sul Telelavoro condotti fin dagli anni ’90 documentano questa evoluzione: tra i principali contributi di Cinzia Ciacia si ricordano Le relazioni sindacali nel telelavoro (Ciacia, 1998), Telelavoro. L’esperienza TIM. Il lavoro del futuro (Ciacia, 2000), Manuale sulle best practice del telelavoro (Ciacia, Di Nicola, 2001), Il futuro del telelavoro nella pubblica amministrazione (Ciacia, 2002) e Flessibilità e telelavoro: dall’home working al co-working (Ciacia, 2013). Questi lavori hanno fornito le basi per comprendere strumenti, modalità operative e impatti organizzativi del lavoro a distanza, aprendo la strada a modelli più evoluti di lavoro Agile.
Secondo l’approccio sviluppato, lo Smart working ha dimostrato che le organizzazioni possono operare efficacemente anche in contesti distribuiti, con maggiore autonomia dei lavoratori e strumenti digitali integrati, generando un nuovo ecosistema cognitivo. Questo concetto è stato approfondito in articoli più recenti come Lo Smart working prima e dopo la pandemia (Ciacia, 2021), Lo Smart working è qui per restare (Ciacia, 2022), Nuove competenze per lo Smart working (Ciacia, 2025), Il lavoro del futuro è Blended (Ciacia, 2025), che documentano come la trasformazione impatti ruoli, conoscenza, processi collaborativi e competenze digitali.
Differenza chiave con il Telelavoro: mentre quest’ultimo resta una modalità operativa e circoscritto, lo Smart working è un modello culturale e organizzativo che trasforma ruolo, autonomia, relazioni e conoscenza, superando la visione strumentale e aprendo la strada al Blended work.